Rincasavo sotto una luna piena spettacolare.
Ultimamente il limite tra sonno e veglia si è fatto sottile, permeabile. La creatività sgorga.
E la luna brillava.
Brillava quella luna, brillava tanto da illuminare il cielo a giorno.
Fermo la Micra e scendo. SS36 delle quattro del mattino in tutta la sua rincuorante immutabilità. È chiaro forte questo cielo.
Solo dopo aver parcheggiato a casa ho capito che era l'alba.
Era l'alba anche ieri, mentre camminavo dal centro verso la periferia nord. E nella pioggia senza luna il cielo biancheggiava potente e totale.
Perso.
Canzoni di cinquant'anni fa in testa.
In bocca mentolo e tabacco. Altrui. E mi sono trovato.
Il mio posto è altrove, nella ressa, nella massa,
e chi incassa le botte la notte l'ha vista mezza,
l'ha vista grezza e insoddisfacente.
Ma la gente, la gente che aspetta
che senza fretta aggira la china
e la mattina vede arrivare
poi cammina, ma è come volare.