venerdì 4 gennaio 2013

Look Outside, the Rainbow's Gone

Credo che sia stata una giornata inaspettatamente piena. Non mi aspettavo niente, ho ottenuto tanto.

Cammino su due piedi ormai da tanto tempo, la vita fuori dal vecchio e stantio closet del liceo è solo un ricordo nero e confuso; ciò non toglie che negli ultimi otto anni (!!!) ho adottato la politica inconscia del If you ask, I'll tell. Non sono io a venire a raccontarti spontaneamente i dettagli della mia vita sessuale, ma se proprio ti interessano è un attimo.

Ecco, stasera si è fatto l'ultimo passo avanti verso la luce completa. Un amico un pochino oblivious ha scritto chiaro e tondo, senza brutte intenzioni di outing, della mia gaiezza sul mio profilo di Fb. 

Fosse stato qualche tempo fa avrei reagito mascherando la cosa come uno scherzo, o aumentando al massimo la privacy del post. Gli ultimi sviluppi romani e una sconvolgente e piacevole saldezza interiore mi portano invece a lasciare che sia.

A Roma il fratello della mia coinquilina mi ha definito "in incognito". Sono rimasto quasi scioccato. So benissimo di non essere una checcona sculettante, ma da lì al passare per un etero aggraziato (io, poi) ha voja... ma le smentite sulla mia candida convinzione sono arrivate da tutte le compagne di viaggio. Dovrei girare con cartelli segnaletici, dicono, che "così come sei non si capisce".

Altro episodio degno di nota (e che come sempre ha fatto da preambolo a questa serata in sordina ma decisiva) è stata la storia che ho creato con la Valeria, in risposta al tema d'inglese affibbiatole dal titolo A Colourful World.  Dopo pochi minuti di ragionamento ne è nata una favoletta dalla morale ovvia:

C'era una volta, in un mondo colorato, il bel Rosso, che una mattina si svegliò e decise di essere innamorato del Verde. Ma quando lo confidò ai suoi amici primari Giallo e Blu ne scaturì un putiferio: non si poteva! Le leggi del crudele Re Nero proibivano a tutti i colori di amare il loro complementare; Rosso avrebbe potuto unirsi solo a Viola o Arancio, mai a Verde.
Stanco della situazione e dei suoi spasimi d'amore, Rosso decise comunque di tentare il tutto per tutto. Corse nella notte oscura verso casa di Verde e gli cantò la serenata più passionale di ogni tempo. Verde, dal canto suo, appena scoprì che i sentimenti che non osava rivelare erano ricambiati, rispose al suo adorato con un canto struggente e delicato. Ma le temibili guardie del Re Nero, sentito il trambusto notturno, li raggiunsero prima che potessero dileguarsi insieme nell'oscurità, e li condussero in catene nella sala del trono del Re Nero.
La sentenza fu immediata. Alto tradimento, oltraggio alle decisioni della corona, atto osceno: morte. Il capo delle guardie sguainò la spada, e in un attimo trafisse il passionale Rosso, che spirò tenendo la mano dell'amato Verde. Disperato, e persa in un soffio la voglia di vivere, il prigioniero in lacrime riuscì a sottrarre l'arma a una delle guardie, e guardando con pena il Re decise di raggiungere nella morte il compagno. 
Crollò esanime sull'adorata spoglia di Rosso. I due si sovrapposero e tutto tacque. Se non che, all'improvviso, una luce accecante si levò dai due corpi. Che si ersero in alto, splendendo e brillando bianchi e fulgenti, riducendo l'oscurità del Re Nero a un misero carboncino. Prima di svanire inghiottito dal candore, Nero capì di trovarsi davanti a un'entità singola, unica, frutto della fusione dei due colori complementari.

Niente fu più come prima. E per fortuna. Da quel giorno il Re Bianco regnò su una terra felice. Su un mondo colorato dove ognuno poteva amare chi preferiva. Dando vita a tanti bianchi. Ma anche a tanti arcobaleni.


A parte la retorica scontata e stucchevole (Valeria era comunque estasiata dall'inventiva spicciola - dovrei farle leggere qualcosa di Propp o Rodari) mi sono reso conto che una cosa del genere sarebbe considerata tremendamente poco politically correct per l'uso di bianco Vs nero. Ma tant'è. Qui volevo solo far emergere il mio nuovo impegno politico. L'attivismo anti omofobo. Finalmente il vero pride. Sono circa sei mesi che ho sbloccato l'ultimo tassello in me e ho intrapreso sul serio questa battaglia sociale, in prima linea. Senza nascondermi.

Il cambiamento c'è e c'è stato. Ora voglio esistere al mondo in quanto IO, non a seconda dei desideri del mio prossimo.

Ci vorrà ancora tanto tempo. Ora chiunque voglia leggere di me, può farlo tranquillamente. Parenti compresi.
Casini? Forse. Ma per loro, non per me.

Ci vuole pazienza. Un tassello alla volta.

D'altronde Rome wasn't built in a day.

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